La società Ercole Marelli nacque nel 1891 a Milano come ditta individuale per iniziativa di Ercole Marelli, in gioventù operaio al Tecnomasio italiano di Milano. Inizialmente la società produceva apparecchi elettromeccanici; a partire dal 1896 intraprese la fabbricazione di "agitatori d'aria" (gli odierni ventilatori), fino ad allora importati dagli Stati Uniti, e in pochi anni divenne una delle aziende leader del settore a livello mondiale. Trasformatasi il 28 febbraio 1900 in Società in accomandita semplice, nel dicembre 1905 la società inaugurò a Sesto San Giovanni un grande stabilimento, che era servito dalla tramvia Milano-Sesto-Monza e impiegava manodopera specializzata milanese e operai generici locali. Qui si producevano, oltre ai ventilatori, piccoli motori elettrici, elettropompe centrifughe e trasformatori. Tra il 1906 e il 1911 gli occupati passarono da 500 a 1.500, per metà giovani donne addette alle "sale di avvolgimento" motori. Nel 1920 l'azienda cambiò ragione sociale divenendo Società anonima per azioni e nel 1922, con la morte di Ercole Marelli, fu ereditata dal figlio Fermo. In quel periodo fu eletto come amministratore delegato Antonio Stefano Benni, collaboratore di Ercole Marelli fin dall'inizio dell'attività, che diresse la Società fino alla seconda guerra mondiale.
La direzione Benni segnò una grande svolta nella politica finanziaria e produttiva dell'azienda. Si incrementò fortemente la produzione di grossi macchinari, come alternatori e trasformatori di sempre maggiore potenza, per le più importanti aziende italiane del settore energetico e per molte società straniere. Nel corso degli anni Trenta si diede anche grande impulso alla sperimentazione e alla produzione di innovativi sistemi di comando per laminatoi forniti alle maggiori acciaierie italiane, dalla Falck, alla Terni, all'Italsider. Si potenziarono inoltre gli altri comparti produttivi come quello del grande macchinario di propulsione per navi e quello degli equipaggiamenti elettrici per trasporti ferroviari e stradali. Nel settore tradizionale della produzione di elettropompe l'impegno fu rivolto ad applicazioni speciali per acquedotti e opere di bonifica. L'azienda crebbe tanto da registrare un aumento della manodopera che, alla vigilia della seconda guerra mondiale superò le 5.000 unità. Dopo la Liberazione le redini della Società passarono al figlio di Ercole, Fermo Marelli, che continuò sulle linee tracciate dalla precedente gestione. La Società ebbe il massimo sviluppo nel secondo dopoguerra e nel 1963 il gruppo Ercole Marelli toccò i 7.100 addetti. A partire dal 1968, per far fronte all'abbassamento dei prezzi nel settore elettromeccanico, l'azienda iniziò una fase di radicale ristrutturazione e venne riorganizzata in 4 divisioni: Energia, Impianti e sistemi industriali di trazione e per marina, Prodotti di serie, Aerotecnica. Nel marzo 1981 la società venne sottoposta alla procedura di amministrazione straordinaria e successivamente fu posta in liquidazione