ISEC organizza e produce mostre per valorizzare il proprio patrimonio culturale e collabora con altre istituzioni per la promozione di esposizioni per la divulgazione storica.
In queste pagine potete trovare una sintetica rassegna delle mostre prodotte da ISEC.

Fogli di libertà. Stampa e Resistenza 1943-1945

La mostra è stata allestita presso Villa Mylius dal 21 aprile al 15 maggio 2015 ed è stata realizzata grazie al patrocinio di Comune di Sesto San Giovanni, Fondazione Cariplo, Regione Lombardia.
In occasione del 70° della Resistenza Fondazione ISEC ha voluto ricordare l’importanza del fenomeno della stampa clandestina per la diffusione dei valori di libertà e democrazia mettendo in mostra una ricca selezione dei giornali pubblicati dal 1943 al 1945 dalle diverse forze politiche antifasciste.
La collezione è conservata in Fondazione, è stata restaurata e digitalizzata ed è consultabile sul nostro sito nella sezione “Stampa e Resistenza”: si tratta di 84 testate prodotte principalmente tra il 1943 e il 1945 da organizzazioni antifasciste e da brigate partigiane, spesso con una periodicità molto discontinua. Le testate sono organizzate in uno schedario alfabetico e di ognuna vengono caricati tutti i numeri disponibili.

Il pasto dell’operaio, anni 1950, Fondazione ISEC, fondo Odoardo Fontanella.

Pausa pranzo. Cibo e lavoro nell’Italia delle fabbriche

La mostra è stata allestita presso Villa Mylius dal 23 ottobre al 22 novembre 2015, grazie al patrocinio di Comune di Sesto San Giovanni, Fondazione Cariplo e Università per Expo 2015.
Attraverso una scelta di immagini tratte da numerosi archivi di impresa e del lavoro, la mostra illustra un aspetto poco indagato della vita quotidiana di milioni di lavoratori: il momento del pranzo. È una storia dalle molte sfaccettature che investe ambiti diversi e che nel suo dipanarsi mostra come nel corso del Novecento, in parallelo alla industrializzazione del paese e alla diffusione di forme di produzione di massa, siano cambiati i modi di consumare il cibo e di prepararlo, in un processo che da individuale diventa collettivo, per tornare oggi a essere sempre più spesso individuale.
Le fotografie e i documenti esposti in mostra, oltre che da Fondazione ISEC, sono stati generosamente messi a disposizione da:
• Archivio Cameraphoto Epoche, Venezia
• Archivio Cartiere Miliani - Fondazione G. Fedrigoni ISTOCARTA, Fabriano
• Archivio del Lavoro, Milano
• Archivio fotografico della Camera del Lavoro di Treviso a cura dello Spi-Cgil
• Archivio storico Barilla, Parma
• Archivio storico Birra Peroni, Roma
• Archivio storico Enel, Napoli
• Archivio storico Eni, Roma
• Archivio storico fotografico Aem, Milano
• Archivio storico Martini & Rossi, Pessione
• Archivio storico Piaggio, Pontedera
• Archivio storico Same, Treviglio
• Archivio Uliano Lucas, Saronno
• ASCAL Archivio storico Crespi d’Adda - Legler, in copia presso Associazione Crespi d’Adda
• Associazione Gruppo anziani Italtel, Milano
• Biblioteca “Di Vittorio” Cgil, Bergamo
• Centro documentazione Alfa Romeo, Arese
• Centro per la cultura d’impresa, Milano
• Centro storico Fiat, Torino
• Comune di Venezia, Direzione attività culturali e turismo, Settore servizi bibliotecari e Archivio della comunicazione, Venezia
• DocBi. Centro studi biellesi, Biella
• Fondazione Ansaldo, Genova
• Fondazione Dalmine, Dalmine
• Fondazione Pirelli, Milano
• Fondazione Vera Nocentini, Torino

Mostra fotografica di Ernesto Fantozzi “Il paese industriale (1964)”

La mostra è stata allestita a Sesto San Giovanni presso Villa Mylius dall’8 al 23 giugno 2013 ed è stata realizzata in collaborazione con Circolo fotografico milanese e Fiaf.
All’inaugurazione, venerdì 7 giugno, sono intervenuti insieme all’autore: Monica Chittò, sindaco di Sesto San Giovanni, Uliano Lucas e Cesare Colombo, fotografi.
La mostra “Il paese industriale” è un reportage, in gran parte inedito, realizzato da Ernesto Fantozzi nel 1964: cinquanta scatti in bianco e nero che documentano con grande nitidezza le trasformazioni antropologiche e sociali, prima ancora che economiche, dei paesi del Nord Milano negli anni del miracolo economico. Colpisce, a quasi mezzo secolo di distanza, la capacità del fotografo di cogliere il senso profondo di un processo di trasformazione destinato a cambiare per sempre le linee del paesaggio, le forme dell’insediamento, le relazioni sociali e i consumi, i desideri e i sogni delle persone, e di farlo senza aprioristiche prese di posizione, con leggerezza e implacabile precisione. Una lezione di metodo preziosa per chi a quei processi guarda oggi con gli occhi dello storico, ma anche per tutti coloro che sono interessati alla memoria visiva del nostro recente passato. Ernesto Fantozzi, socio del Circolo fotografico milanese dal 1958, è uno tra i fondatori del Gruppo 66 e Maestro Fiaf nel 2003.

Mostra fotografica di Uliano Lucas “La vita e nient'altro. Cinquant'anni di viaggi e racconti di un fotoreporter free-lance”

La mostra è stata allestita a Sesto San Giovanni presso Spazio A, dal 22 novembre al 22 dicembre 2013.
La mostra, curata da Tatiana Agliani, è stata promossa da Fondazione ISEC con la collaborazione di Comune Sesto San Giovanni e dell’Istituto Lombardo di Storia Contemporanea, con il patrocinio del Consiglio regionale della Lombardia e con il contributo di Fondazione Cariplo, Coop Lombardia, Gruppo Campari, Banca di Credito Cooperativo di Sesto San Giovanni.
All’inaugurazione, giovedì 21 novembre 2013, sono intervenuti insieme all’autore: Monica Chittò, sindaco di Sesto San Giovanni; Rita Innocenti, assessora alla cultura; Sara Valmaggi, vice presidente Consiglio Regionale Lombardia; Giovanni Cervetti, presidente della Fondazione ISEC; Ada Gigli Marchetti, presidente dell’Istituto lombardo di storia contemporanea.
La prima retrospettiva di oltre 200 immagini che ricostruisce percorsi tematici e stilistici, sensibilità e legami culturali di Uliano Lucas: il fotoreporter racconta la sua storia, ricostruisce per la prima volta percorsi tematici e stilistici, interessi, sensibilità, legami culturali, anche attraverso frammenti di giornali, manifesti, pagine di libri. Racconta il debito di Lucas verso il mondo intellettuale della Milano anni ‘50 e l’influenza da esso esercitata sulla ricerca formale delle sue prime fotografie e sulla sua stessa scelta di dedicarsi alla fotogiornalismo. E poi ripercorre l’impegno ventennale di Lucas in un’indagine sui problemi della propria società che trae nutrimento dalle idealità del periodo, dall’attivismo diffuso di un mondo di militanti politici e di infaticabili intellettuali che si dedica con passione a comprendere il proprio tempo. Per arrivare poi al nuovo stile con cui, in un contesto storico radicalmente mutato e in un diverso sistema dell’informazione, Lucas racconta le trasformazioni del presente, il cambiamento determinatosi con i nuovi indirizzi economico-sociali degli anni Novanta, attraverso una ricerca estetica influenzata dalle tendenze della fotografia e del cinema degli ultimi anni.
In occasione dell’apertura della mostra sono stati organizzati alcuni incontri pubblici e visite guidate con Uliano Lucas.